LA MIA STORIA
Sono ancora in viaggio verso la donna che sono.
Per anni ho cercato fuori di me un posto in cui sentirmi vista, riconosciuta, abbastanza.
Oggi il mio viaggio è un ritorno: verso di me, verso il mio sentire e verso quella parte femminile che per tanto tempo ho dimenticato.
LA BAMBINA CHE È CRESCIUTA TROPPO IN FRETTA
C’è stata una bambina
che ha imparato molto presto
a essere grande.
Una bambina che si è sentita spesso sola, che ha imparato a prendersi cura, a essere responsabile, a non pesare troppo.
Ha imparato a dare, a fare, a essere “la forte”, pensando che così sarebbe stata vista, riconosciuta, accettata.
Quella bambina è ancora in me.
Oggi la ascolto, la accolgo e la ringrazio, perché ha fatto il possibile con quello che aveva. E continuo a camminare, questa volta al suo fianco.
Sono abbastanza?
Posso essere amata anche quando non faccio nulla
per meritarmelo?
Ogni bambina
ha un sogno.
La mia è ancora
viva.
LA DONNA CHE SAPEVA FARE
Per anni sono stata
la donna che sapeva fare.
Per anni sono stata quella che faceva, risolveva, teneva insieme le cose. Quella su cui si poteva contare, quella che andava avanti anche quando era stanca.
Fuori sembrava funzionare tutto.
Dentro, però, qualcosa si stava spegnendo.
Poi è arrivato un aneurisma.
Preso in tempo, operato. E sono tornata alla mia vita.
Ma non ero più la stessa.
Perché in quel momento ho dovuto guardare qualcosa che per troppo tempo avevo cercato di non vedere: ero arrivata al limite. Ero stanca di essere forte, stanca di reggere, stanca di vivere una vita nella quale non riuscivo più a sentirmi.
Ero arrivata persino a pensare di non voler più vivere.
Non è stato l’aneurisma a cambiare magicamente la mia vita.
Ma ha aperto una crepa.
E da quella crepa, lentamente, è iniziata una domanda:
“E se ci fosse un altro modo di vivere?”
«ce la faccio»
c’è un grande bisogno
di essere vista.
IL RITORNO A ME
Non sono arrivata al mondo olistico
perché volevo diventare un’operatrice.
Ci sono arrivata perché avevo bisogno
di capire me stessa.
Il Theta Healing, il Reiki, la meditazione, il suono, i cristalli e tutto ciò che ho incontrato lungo il cammino, mi hanno permesso di guardare dentro di me, riconoscere le mie ferite, liberare vecchi schemi e iniziare a fidarmi del mio sentire.
Avevo bisogno di ricordare chi ero prima di imparare chi dovevo essere.
E POI, IL FEMMINILE
C’è qualcosa di antico
che sto cercando di ricordare.
che sto cercando di ricordare.
Negli ultimi anni la mia ricerca sta andando sempre più in profondità.
Verso il corpo. Verso il grembo. Verso la ciclicità.
Verso quelle parti del femminile che per generazioni abbiamo imparato
a silenziare, controllare o dimenticare.
Sto riscoprendo un modo diverso di essere donna: non sempre uguale,
non sempre produttiva, non sempre disponibile. Una donna che cambia,
che attraversa fasi, che ha bisogno di ritirarsi e poi tornare nel mondo.
Che può essere luce, ma anche ombra.
Ti parlo bisogno dentro la ricerca.
IN QUESTO MOMENTO, LA LUNA
È la Luna a chiamarmi.
Ci sono momenti per espanderci e momenti per ritirarci. Momenti per creare e momenti per lasciare andare. Momenti di luce e momenti in cui abbiamo bisogno di attraversare il buio.
studiando solo la Luna.
Forse attraverso di lei
sto imparando
a ricordare me stessa.
Quello che vivo diventa anche il modo in cui ti accompagno
I miei percorsi nascono da qui
Non dal desiderio di dirti chi dovresti diventare, ma dalla possibilità di creare uno spazio in cui tu possa iniziare ad ascoltare ciò che dentro di te chiede di essere visto.
Ferite, schemi, senso di colpa, confini, bambina interiore, femminile, autenticità.
Ogni donna arriva con una storia diversa.
Credo nei percorsi che ci riportano a noi.
Io sto ancora tornando a me
Forse è proprio per questo che posso camminare accanto a te
mentre torni a te stessa.
Non per dirti quale strada prendere.
Accanto.
Donne che si scelgono.
Donne che fioriscono.
